CONTATTO

Scriveteci per suggerimenti, idee, segnalazioni o ricevere newsletter del rione a: nonsolosanjacopino@gmail.com

domenica 11 settembre 2011

La ferrovia di via Benedetto Marcello

Osservando una attuale pianta del rione di San Jacopino, salta all’occhio, in un tessuto viario prevalentemente lineare, una strada ad andamento curvilineo a prima vista apparentemente irrazionale. È infatti evidente la peculiarità di via Benedetto Marcello, vestigia di opere ferroviarie costruite quando Firenze da capitale del Granducato si accingeva a diventare capitale del nuovo Regno d’Italia, di cui venne parte integrante nel 1861.

Nella prima metà dell’800 furono infatti realizzate le prime infrastrutture ferroviarie della città: il Granduca di Toscana Leopoldo II di Lorena incentivò la realizzazione della ferrovia per Pisa e Livorno e di quella per Pistoia, pensate e volute come strumento di sviluppo economico: la ferrovia “Pisana” si attestava nella stazione “Leopolda” (1848-1860), in prossimità del piazzale della Porta al Prato; l’altra, invece, penetrava sin dentro la cinta muraria fino a ridosso dell’abside della chiesa di Santa Maria Novella e terminava nella stazione “Maria Antonia”(1848).

Le due stazioni furono ben presto raccordate (1860) poiché risultò evidente l’opportunità di concentrare il traffico presso un unico impianto ferroviario.
A questo proposito fu scelta la stazione della linea per Pistoia, più vicina al centro cittadino. Il collegamento fu realizzato mediante un apposito raccordo attraverso via Ponte alle Mosse e il rione di San Jacopino, all’epoca in fase di forte espansione, seguendo in parte un tratto di via Paisiello e quel terreno che in seguito venne occupato dalla strada di via Benedetto Marcello.

Da allora però, la stazione “Leopolda” perse progressivamente importanza, declassata a scalo merci e poi chiamata “Porta al Prato”. La stazione per antonomasia di Firenze diventò quindi la “Maria Antonia”, nel 1860 ribattezzata “Santa Maria Novella”.

L’attuale nome fu assegnato nel maggio del 1928 dall’amministrazione comunale presieduta dal podestà di Firenze senatore Antonio Garbasso. La strada fu progettata tra il 1927 e 1928 a seguito, come detto, della soppressione del vecchio raccordo avvenuta nel bienno antecedente (1925 – 26’).
E’ interessante notare come nella pianta del 1927 (in foto) la toponomastica di alcune strade sia leggermente diversa da quella attuale.
-via Benedetto Marcello, come detto, nasce dalle ceneri dei binari dismessi;
-
via Rossini che adesso s’interrompe proprio all’altezza di via B. Marcello proseguiva sino a raggiungere il viale Belfiore;
-via Ponte all’asse che adesso riguarda solo il tratto da Piazza San Jacopino a viale Redi partiva da via Ponte alle Mosse comprendendo le attuali via P. da Palestrina e via Cristofori;
-Il viale Redi che adesso si congiunge con il viale Belfiore girava all’altezza dell’attuale via Landini;
- E proprio da via Cassia il raccordo ferroviario sopra citato passava, tagliandola in due al passaggio del treno. Una volta dismesso, si è provveduto a ristemare l'assetto viario del viale Redi come lo vediamo ai giorni nostri.

L’espansione abitativa degli anni 30’, la guerra e la speculazione edilizia degli anni '50/'60 cambiarono in peggio i connotati del rione, con la costruzione di palazzoni anonimi e disomogenei. La demolizione della vecchia chiesa in piazza San Jacopino, che esisteva sin dal duecento, vide definitivamente la scomparsa dell’ultimo tangibile segno storico del rione.

2 commenti:

  1. Si osservi, in rosso sulla cartina, la rete tramviaria che di quando in quando riaffiora all'angolo tra Piazza San Jacopino e Via Ponte all'Asse; oggi esiste solo la linea che dalla Stazione Maria Antonia, lato Alamanni e Jacopo da Diacceto, prosegue fino alle Cascine ed oltre

    RispondiElimina
  2. Ehi, sotto casa mia passava il tram!
    Mi sa che era molto più rumoroso di quello attuale.

    RispondiElimina