La giunta comunale ha approvato lo scorso 28 settembre l'Avvio del Procedimento della Variante Urbanistica della Manifattura Tabacchi, un'area di circa di circa sei ettari costituita da 16 fabbricati con una superficie di circa 103.000 mq, dismessa circa una decina di anni fa. Delle funzioni originarie sono rimaste in attività solo il teatro e l'asilo nido. Il teatro è attualmente sotto sfratto e per quanto riguarda l'asilo, se ne prevede lo spostamento in un nuovo edificio.
La variante, proposta dalla proprietà e fatta propria dalla Giunta Comunale, prevede sostanzialmente un nuovo quartiere residenziale in cui alcuni edifici vengono recuperati a funzione commerciale, direzionale e alberghiera, altri vengono abbattuti e al loro posto costruiti complessi residenziali sviluppati in altezza (si ipotizzano due o tre torri di oltre 20 piani). Per quanto riguarda il teatro il suo futuro appare molto incerto, la destinazione urbanistica rimarrà, ma lo sfratto non è stato revocato.
La variante, proposta dalla proprietà e fatta propria dalla Giunta Comunale, prevede sostanzialmente un nuovo quartiere residenziale in cui alcuni edifici vengono recuperati a funzione commerciale, direzionale e alberghiera, altri vengono abbattuti e al loro posto costruiti complessi residenziali sviluppati in altezza (si ipotizzano due o tre torri di oltre 20 piani). Per quanto riguarda il teatro il suo futuro appare molto incerto, la destinazione urbanistica rimarrà, ma lo sfratto non è stato revocato.
Nella precedente assemblea si è evidenziato come il piano presentato non sembri rispecchiare minimamente le potenzialità dell'area nel contesto metropolitano e che non riesca ad interpretare al meglio il valore storico degli edifici, ed infine che non tenga conto delle problematiche del quartiere in cui sorge: un'area residenziale densamente abitata di quasi 35.000 abitanti priva ancora di un luogo identitario e di spazi publici o aperti al pubblico.
Per anni la città si è interrogata sul riutilizzo della Manifattura e le funzioni ipotizzate hanno creato anche aspettative nei cittadini: si è parlato di un polo per le arti ed il restauro, di laboratori universitari, di trasferimenti di grandi enti pubblici (Regione, Asl.), di un Centro per l'Arte Contemporanea... Tutti questi progetti ora tramonterebbero e sembrerebbe che l'Amministrazione, con la crisi, abbia rinunciato a progetti di più ampio respiro.
E' stato deciso quindi di attendere l'incontro con il Garante della Regione per chiarire alcuni punti della Legge Regionale sulla partecipazione attiva dei cittadini e di vedere quali spunti potrà dare il prossimo convegno sulla manifattura del 26 febbraio sempre al Teatro Puccini.
Notizie buone vengono dal Consiglio di Quartiere che si è già attivato sul problema Manifattura e dalla sovrintendenza che sembra propensa per il no alla demolizione degli edifici interni alla Manifattura e ha chiesto anche puntuali chiarimenti dal punto di vista urbanistico.
Il fatto che la Soprintendenza sia contraria alla demolizione dei capannoni non mi sembra una buona notizia. Qui mi sembra si stia esagerando coi veti, vogliamo davvero ridurci a essere un paese ingessato e rivolto irrimediabilmente verso il passato? Tutelare obbrobri come palazzo Mazzoni, quando oltretutto abbiamo Pompei che cade a pezzi, è davvero contro ogni logica. Quali sono le possibilità concrete che il progetto vada avanti in caso di diniego da parte della Santissima Soprintendenza?
RispondiEliminaConcordo con massimiliano, mi sono sempre chiesto quali siano i criteri di valutazione della soprintendenza.
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