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martedì 28 febbraio 2012

Intervista a Massimo Fratini Consigliere Comunale e residente nel rione

La rinascita di San Jacopino, dopo anni passati nell’anonimato e riqualificazioni rinviate, è certamente dovuta anche al contributo di uno dei suoi abitanti e Consigliere Comunale Massimo Fratini, che si è impegnato in prima persona ancora prima di diventare coordinatore dell’assemblea relativa dei 100 luoghi.

Fratini (iscritto al Partito Democratico) ha collaborato per tanti anni con l’Azione Cattolica di Firenze in particolare nel servizio dei più piccoli e dei più deboli. Ha gestito direttamente l’organizzazione delle più importanti manifestazioni cittadine degli ultimi anni. Dal 2001 al 2009 è stato presidente della Commissione Giovani e Sport del Quartiere 1 e nell’attuale giunta ricopre l’importante ruolo di Presidente della commissione di Bilancio. Lo abbiamo incontrato per alcune domande.

1. Massimo, sei sempre stato un fermo sostenitore dell’importanza dei quartieri, è stato questo che ti ha spinto a credere nel progetto di riqualificazione di San Jacopino attraverso l’assemblea dei 100 luoghi?

Essere stato per tanti anni consigliere di quartiere mi ha aiutato molto a entrare nel dettaglio delle questioni, a conoscere il territorio e le persone che lo abitano. In effetti fu grazie al quartiere che cominciò il primo laboratorio di partecipazione della città di Firenze, per la nuova piazza quasi 10 anni fa. La piazza che pensammo allora era molto diversa (per fortuna) a quella che abbiamo poi scelto oggi. L’esperienza insegna

2. Una piazza che era diventata un crocevia di strade e che adesso si appresta a ridiventare il fulcro del rione , un’area da vivere, un nuovo luogo d’incontro. Soddisfatto quindi?

Più che soddisfatto. Direi anche curioso e emozionato. Sono quasi 30 anni che vivo nel rione di San Jacopino e non ho mai trovato un vero luogo “identitario”. La piazza era ridotta a incrocio e parcheggio abusivo. Camminare per strada e non trovare più i pericolosissimi cordoli che c’erano prima, mi fa essere davvero contento. Il nuovo progetto, da noi soprannominato “il giardino dei ciliegi” ha l’ambizione di ridare identità a tutto il rione. Speriamo.

3. La tua collaborazione con il blog è stato il primo esperimento d’interfaccia tra Comune di Firenze e cittadini.

Le nuove forme multimediali riducono il contatto diretto con i cittadini e rendono immediata l’informazione e l’interazione. Nel caso di San Jacopino poi, aver trovato un cittadino che vive il suo blog come “servizio civile” ha consentito e consentirà di tenere un filo costante sull’andamento dei lavori. Diciamocelo chiaramente. Se c’è uno da ringraziare davvero, quello sei tu.

4. Un rione sempre più al centro di una Firenze rinnovata. Il nuovo Multiplex , la linea 2 della tramvia nell’area Belfiore: le attività che si stanno spostando verso la parte nord/ovest della città (dal Palazzo di Giustizia, la futura stazione dell’alta velocità ,al futuro nuovo Stadio nell’area Mercafir.) Non c’è il rischio che la zona venga ulteriormente schiacciata dal traffico?

E’ un rischio vero, concreto. Ma è anche una sfida. Guardiamo l’aspetto positivo. San Jacopino sarà la zona meglio servita di Firenze e quella con più servizi. Pensate: la nuova stazione Foster, il Parco della musica, l’università, il palazzo di giustizia, la linea due della tramvia. Trovatemi un’altra zona di Firenze con più servizi. Sarà compito della politica fare scelte che consentano ai residenti di essere i principali fruitori/attori di questa nuova “città” . Ma non nascondiamoci dietro un dito. Ci aspettano mesi difficili. I lavori per il rifacimento della piazza, la nuova linea due, il cambiamento della viabilità e dei percorsi dei tram non ci faranno stare tranquilli. Dobbiamo tutti collaborare. A partire da questo blog per scovare e risolvere i problemi che man mano si presenteranno

5. Altri però sono ancora i nodi da sciogliere, la sicurezza di Via Cassia per esempio. I residenti avevano presentato all’assessore Mattei una proposta di modifica alla viabilità senza dover pedonalizzare lo stretto, unitamente ad una considerevole raccolta di firme. A quando delle risposte concrete?

Il confronto sulla viabilità con l’assessore Mattei è continuo e proficuo. Ci siamo sempre detti che una soluzione definitiva sulla viabilità in via Cassia potrà essere presa in considerazione solo alla fine dei lavori sulla piazza e dopo il consolidamento della nuova viabilità sulla rotonda. Come sai, da oggi è stata posizionata la nuova rotonda. La viabilità ha cominciato a cambiare. Si cominciano a intravedere i primi problemi ad esempio la pericolosità in uscita da via Cassia o la richiesta di più spazi per lo scarico dei furgoni .

6. Senza contare il futuro incerto dell’area Ex fiat nel viale Belfiore.

Non mi sono occupato personalmente della questione. Quello che si sa è che i lavori sono fermi e all’orizzonte non si intravede a breve una soluzione definitiva. E’ davvero un bel problema. Vi terrò aggiornati

7. Un argomento caro ai residenti è il giardino di via Maragliano, piccola isola per i bambini e gli anziani. Tanti chiedono l’apertura anticipata rispetto al regolare orario per permettere il passaggio dal giardino alle scuole e l’estate una chiusura posticipata per godere un pò di fresco anche dopo cena, unitamente ad una migliore manutenzione del giardino.

Sono molto legato a quel giardino. Quando sono arrivato nel 1984, era stato appena aperto. Ci ho portato i miei figli quando i grandi alberi che ci sono adesso erano piccoli ramoscelli. Nel bene e nel male è il più importante luogo di aggregazione del rione. Come sapete recentemente è stato istallato un nuovo fontanello di acqua di alta qualità. Devo dire che ha riscosso uno strepitoso successo. Altra novità sono i nuovi giochi. Purtroppo il problema del giardino è la maleducazione e l’inciviltà di alcune persone che lo frequentano. Bisogna risvegliare in tutti un minimo di senso civico. Non essendo possibile avere sempre presente un presidio di polizia, occorrerebbe fondare un’associazione/comitato incaricato di gestire il giardino sul modello dell’ Area Pettini (nel quartiere 2). Ho già avuto un contatto importante con un bel gruppo di genitori. l presidente del Quartiere Stefano Marmugi ha dato la sua piena disponibilità a collaborare. Chi ha voglia di impegnarsi si faccia avanti. Sono d’accordo sul cambiamento degli orari di apertura e sull’apertura estiva . Ripeto: occorre un comitato di gestione/autogestione riconosciuto dal quartiere.

Segnalo che sto lavorando con l’assessorato all’istruzione per cercare di aprire un cancello per collegare direttamente il giardino con la scuola Verdi e con l’auditorium. Eviterebbe ai nostri ragazzi di passare da via Maragliano e potrebbe collegare direttamente la scuola media con la materna e con le elementari.

In ultimo ricordo anche la tua proposta di rifacimento dell’intonaco dei muri all'interno del giardino, con la collaborazione della scuola media, che sia poi colorato con dei murales .

8. Ci auguriamo che il tuo impegno nel rione e la collaborazione con questo blog possa estendersi anche a riqualificazione avvenuta. Sarà così?

Hai qualche dubbio?

venerdì 24 febbraio 2012

Nuova viabilità: i commercianti insorgono

Vibrante protesta dei negozianti stamani in piazza che hanno convocato l'assessore alla viabiltà Massimo Mattei. Presenti anche l'architetto progettista Maurizio Barabesi la geometra Vanessa Rinaldi, il presidente di Quartiere Stefano Marmugi, il consigliere Comunale Massimo Fratini e il consigliere di Quartiere Andrea Abbassi.

La motivazione: la riduzione dello spazio di sosta per lo scarico dei furgoni che con la nuova viabilità ha ridotto anche i posti auto non permettendo la sosta veloce delle stesse. E' stato richiesto di ridurre alcuni tratti di aree pedonali già progettate per creare maggior spazio a disposizione dei furgoni senza che possano interferire con la circolazione.
Ricordiamo che nel nuovo progetto sono stati ricavati due spazi sosta davanti alla grande isola pedonale che sorgerà davanti al giornalaio.
L'assessore Mattei ha dato la sua disponibilità a risolvere la questione mentre il consigliere Massimo Fratini ha proposto una regolamentazione dell'orario di carico/scarico delle merci, come sta avvenendo nel centro storico.

A onor del vero, bisogna ricordare che nessuno dei commercianti è mai stato presente alle assemblee pubbliche per la riqualificazione di piazza San Jacopino ad eccezione di Marco del bar "Il Ghiottone" e dei fotografi Paolo ed Alessandro di class-photo.
Sarebbe stato decisamente più costruttivo un incontro con la partecipazione degli stessi commercianti per trovare delle soluzioni che potessero poi essere condivise insieme all'amministrazione.
I cittadini si sono sempre espressi a favore di una riqualificazione che potesse garantire una maggiore sicurezza dei pedoni ma che comunque non cancellasse i numerosi posti auto che, seppure in maniera "selvaggia", garantivano la sosta ai residenti.
Si è così mantenuto il parcheggio che sorgerà nell'area dell ex pensilina Ataf e nello stesso tempo si è voluto, anche grazie al progetto, una pedonalizzazione tout-court, con una grande area pedonale (davanti al giornalaio) ma anche con l'allargamento dei marciapiedi in altri punti della piazza.
Tutti i cittadini hanno espresso il desiderio di ritrovare una forte identità rionale, con più spazi sicuri per i pedoni e non una piazza fatta solo di posti auto, parcheggi selvaggi, nè tantomeno di camion parcheggiati sui marciapiedi o in doppia fila.

L'amministrazione troverà probabilmente un compromesso per far sì che i furgoni dei commercianti possano ricevere le merci vicino ai loro negozi, ma, arrivati a questo punto, non auspichiamo di certo un passo indietro nei confronti di tutto quello che è stato costruito fino ad adesso.

giovedì 23 febbraio 2012

San Jacopino: prove tecniche di viabilità

Dallo scorso martedì 21 febbraio la viabilità di San Jacopino si è delineata secondo il definitivo progetto attraverso una segnaletica provvisoria.

Una volta ridotto l’angolo di curva tra via del Ponte all’Asse e via Maragliano, grazie al taglio del giardino davanti alla banca, si è provveduto all’inserimento della rotonda provvisoria con i new Jersey con i quali si è delimitato anche i futuri marciapiedi.

La piazza, al primo colpo d’occhio, risulta cambiata di fisionomia anche grazie agli ampi spazi davanti al giornalaio e all’eliminazione di tutta quella segnaletica (vari STOP) che rendevano la circolazione poco fluida e pericolosa per l’attraversamento dei pedoni.

Perplessità invece per il nuovo angolo di sterzata davanti a via Cristofori, con l’allargamento del marciapiede davanti all’ex fermata degli autobus: le carreggiate in entrata di via Cristofori e quella in uscita di via Cassia sono troppo ravvicinate. Le prima sensazione, già evidenziata anche nell’assemblea, è la pericolosità per l’uscita dei mezzi da via Cassia che si ritrovano all’ultimo momento davanti alle auto che svoltano per via Cristofori. In special modo quando imbocca l’autobus che occupa maggiore spazio per la sterzata.

Non aiutano poi i furgoni in sosta sulla destra per lo scarico merci in doppia fila davanti alla pizzeria che praticamente riducono la carreggiata in direzione via Maragliano, costringendo le auto provenienti da via Cassia ad invadere la carreggiata opposta. La velocità degli scooter e delle auto poi con cui percorrono la strettoia rende ancora più pericoloso quell'ultimo tratto dove la visuale della piazza è coperta sino all'ultimo.

Resta chiaramente fiducia da parte nostra nei confronti di tutti i tecnici della viabilità che chiaramente stanno sperimentando sul campo e sono di sicuro disponibili a degli accorgimenti su ciò che è stato progettato sulla carta, ma è evidente che il problema evidenziato sia da risolvere, per evitare che possano accadere degli incidenti.

Torneremo sul eventuali problematiche anche attraverso i commenti dei residenti e dei commercianti che vivono quotidianamente la piazza.

martedì 21 febbraio 2012

Ex-Manifattura: Nuovo incontro il 26 Febbraio al Teatro Puccini

La giunta comunale ha approvato lo scorso 28 settembre l'Avvio del Procedimento della Variante Urbanistica della Manifattura Tabacchi, un'area di circa di circa sei ettari costituita da 16 fabbricati con una superficie di circa 103.000 mq, dismessa circa una decina di anni fa. Delle funzioni originarie sono rimaste in attività solo il teatro e l'asilo nido. Il teatro è attualmente sotto sfratto e per quanto riguarda l'asilo, se ne prevede lo spostamento in un nuovo edificio.

La variante, proposta dalla proprietà e fatta propria dalla Giunta Comunale, prevede sostanzialmente un nuovo quartiere residenziale in cui alcuni edifici vengono recuperati a funzione commerciale, direzionale e alberghiera, altri vengono abbattuti e al loro posto costruiti complessi residenziali sviluppati in altezza (si ipotizzano due o tre torri di oltre 20 piani). Per quanto riguarda il teatro il suo futuro appare molto incerto, la destinazione urbanistica rimarrà, ma lo sfratto non è stato revocato.

Nella precedente assemblea si è evidenziato come il piano presentato non sembri rispecchiare minimamente le potenzialità dell'area nel contesto metropolitano e che non riesca ad interpretare al meglio il valore storico degli edifici, ed infine che non tenga conto delle problematiche del quartiere in cui sorge: un'area residenziale densamente abitata di quasi 35.000 abitanti priva ancora di un luogo identitario e di spazi publici o aperti al pubblico.

Per anni la città si è interrogata sul riutilizzo della Manifattura e le funzioni ipotizzate hanno creato anche aspettative nei cittadini: si è parlato di un polo per le arti ed il restauro, di laboratori universitari, di trasferimenti di grandi enti pubblici (Regione, Asl.), di un Centro per l'Arte Contemporanea... Tutti questi progetti ora tramonterebbero e sembrerebbe che l'Amministrazione, con la crisi, abbia rinunciato a progetti di più ampio respiro.

E' stato deciso quindi di attendere l'incontro con il Garante della Regione per chiarire alcuni punti della Legge Regionale sulla partecipazione attiva dei cittadini e di vedere quali spunti potrà dare il prossimo convegno sulla manifattura del 26 febbraio sempre al Teatro Puccini.

Notizie buone vengono dal Consiglio di Quartiere che si è già attivato sul problema Manifattura e dalla sovrintendenza che sembra propensa per il no alla demolizione degli edifici interni alla Manifattura e ha chiesto anche puntuali chiarimenti dal punto di vista urbanistico.

lunedì 20 febbraio 2012

San Jacopino da suburbio a quartiere cittadino

Si comunica che giovedi 23 febbraio alle ore 17.00, presso la biblioteca F.De Andre (Via delle Carra 2 - tel.055-351689) l'Associazione G.Pratesi terra il terzo incontro del ciclo "Aspetti della vita quotidiana a Firenze" intitolato "San Jacopino da suburbio a quartiere cittadino: cenni di vita quotidiana"  

giovedì 16 febbraio 2012

Linea 2: I dubbi sulla viabilità dell’area Belfiore


Il progetto della linea 2 della tranvia nell’area Belfiore prevedeva in origine, oltre l’attraversamento del tram dal palazzo Mazzoni, anche la realizzazione di un nuovo sottopassaggio con una significativa riqualificazione dell’area e la fermata “Belfiore” al centro di una vasta area pedonale.
Quest'opera
urbanistica, approvata dalla commissione interministeriale il 27 novembre 2008, è stata poi cancellata per volere della giunta comunale perché troppo costosa e perché avrebbe impattato decisamente sulla circolazione della zona di per se a forte criticità. E’ stato quindi deciso di regolare l’incrocio con un'intersezione a raso regolata da semafori .

Secondo il progetto originale la viabilità avrebbe avuto i seguenti cambiamenti: -
via Guido Monaco sarebbe diventata una strada riservata solo ai residenti che dispongono di passo carrabile - viale Belfiore sarebbe diventata a doppio senso di marcia e, per limitare le interferenze fra tramvia e traffico veicolare, sarebbe stato appunto realizzato un sottovia con due corsie di marcia in entrambe le direzioni e con una diramazione sempre a due corsie, in curva, verso viale Redi (per il flusso proveniente da viale Strozzi); l'accesso in via Cassia e in via Benedetto Marcello sarebbe stato solo possibile da viale Redi - infine una parte del flusso di traffico uscente da viale Redi avrebbe attraverso a raso la sede tranviaria in direzione Porta al Prato.

Ma la questione è come si sarebbe potuto raggiungere la Fortezza e i viali provenendo da Viale Redi o dal sottopasso dalla Fortezza se l’unica direzione obbligatoria era Porta al Prato. Tutta la circolazione si sarebbe riversata verso il Ponte alla Vittoria per poi tornare indietro?

In ogni caso è stato confermato che la sede tranviaria su viale Belfiore, dopo aver attraversato l'area ferroviaria Belfiore, sbucherà attraverso il passaggio praticato nell'edificio d'angolo progettato negli anni Trenta da Angiolo Mazzoni, edificio vincolato ma che nel tempo ha già subito molti rimaneggiamenti. La Soprintendenza ha dato parere favorevole all'intervento a patto che il fabbricato sia sottoposto a un restyling completo sulla base dei disegni originali.

Ma le perplessità comunque permangono visto che se il traffico sarà regolato all’uscita del tram da un semaforo, viene da chiedersi come sarà ridisegnata la viabilità e dove sarà spostata la fermata del tram “Belfiore”. Le auto provenienti dalla Fortezza congestioneranno questo trivio di strade al passaggio del tram?

La sensazione è che forse la soluzione di non scendere dal Palazzo Mazzoni e andare direttamente alla stazione sugli appositi binari sarebbe stata più semplice e ancor meno costosa , fermo restando che l’area Belfiore andrebbe comunque riqualificata e recuperata, rendendo la circolazione più fluida e sicura.

sabato 11 febbraio 2012

Le ipotesi progettuali delle torri nell'ex Manifattura Tabacchi

Il post precedente sul futuro recupero dell'ex Manifattura Tabacchi ha suscitato interesse tra i lettori, in special modo sulla ipotesi della realizzazione delle torri al suo interno. Abbiamo pertanto ritenuto opporturno far conoscere maggiori dettagli.

Le Tre ipotesi progettuali qui sotto presentate sono quelle che sembrano, secondo i progettisti della Metropolis S.p.A, garantire al tempo stesso qualità dell'abitare, coerenza formale e la possibilità di offrire al contesto circostante spazi di aggregazione e percorsi in grado di promuoverne l'integrazione.
Tale conform
azione prevede la collocazione di circa 92.000mq di SUL (superficie utile lorda) su 103.000 realizzabili. Infatti, al fine di diminuire la densità edilizia, il progetto prevede di
rinunciare ad una parte della volumetria realizzabile.

PRIMA IPOTESI: la quantità di superficie utile richiesta dall'ipotesi di recupero trova spazio in due torri residenziali di 23 piani di altezza. L'edifico a corte ha un andamento discendente che apre la visuale verso sud. Questa soluzione permette di minimizzare l'uso del suolo dando vita ad un grande giardino centrale.

SECONDA IPOTESI: la volumetria viene collocata in tre torri di 17 piani di altezza. La riduzione delle altezze trova risposta nella terza torre e nell'andamento uniforme dell'edificio a corte che perde l'andamento discendente. La corte resta ampia e compatta e viene introdotto un ulteriore accesso diretto dalla parte nord.

La TERZA IPOTESI presenta una redistribuzione dei volumi:permangono due torri di 17 piani di altezza mentre la terza viene abbassata e i volumi vengono recuperati attraverso una forma più complessa dell'edificio a corte. Anche gli spazi interni cambiano articolazione e assumono una forma meno convenzionale. Con questa soluzione gli attraversamenti pubblici da nord diventano tre.

Queste tre ipotesi prevedono l'inserimento nella zona ovest di un grande edificio a corte, con funzioni prevalentemente residenziali, che si relazionano con gli altri edifici dell'ex Manifattura e crei un'apertura verso la città.
La scelta della tipologia verticale risponde all'obbiettivo di ricavare spazio libero a terra in modo da poter realizzare spazi aperti grandi e funzionali.
Rispetto alle funzione pubbliche si segnala che in tutte e tre le ipotesi sarà ricollocato l'asilo al fine di realizzare una nuova struttura più ampia e più funzionale alla necessità di bambini e educatori.

mercoledì 8 febbraio 2012

Ex Manifattura Tabacchi: i residenti si incontrano per il suo futuro

Il prossimo Giovedì 16 Febbraio alle ore 21 presso il Teatro Puccini si svolgerà un'assemblea pubblica richiesta dai residenti dell'area di piazza Puccini. Lo scopo sarà quella di discutere e trovare delle possibili proposte alla variante urbanistica prima che venga approvata.

Vogliamo ricordare brevemente le origini dell'ex Manifattura Tabacchi arrivando sino ad oggi: il complesso produttivo della Manifattura Tabacchi fu costruito nella Firenze fascista tra il 1932 e il 1944 con un monumentale stile novecento ed
è caratterizzato da una serie di edifici a planimetria e volumetria compatte, connotati da uno stile razionalista. L'area è costituita da 6 ettari, 15 fabbricati di cui alcuni di 6 piani che ricoprono circa la metà della superficie per un totale di oltre mezzo milione di metri cubi.
Il Monopolio di Stato decise infatti di riunire in un unico sito i due impianti produttivi cittadini - il convento di San'Ors
ola e la chiesa sconsacrata di San Pancrazio.
Negli anni di attività ci lavorarono fino a 1400 addetti, in prevalenza donne. Particolare importanza acquisisce lo spazio del
dopolavoro che occupa l'edificio con la torre e che ospita anche il Teatro Puccini. Nonostante vari interventi di trasformazione legati ad esigenze funzionali della Manifattura, l'impianto è rimasto fino ad oggi quello originale.

-Nel 1999 il complesso diviene proprietà dell' Ente Tabacchi Italiani che ne decide la dismissione produttiva e la Manifattura ad eccezione del Teatro Puccini e l'asilo.
-Nel 2002 il D
emanio vende il complesso a Fintecna, società controllata al 100% dal Ministero dell'
Economia.
-Nel 2005 Fin
tecna cede l'Ex-Manifattura ad una società veicolo, la società Manifattura Tabacchi S.p.A., e nel 2006 bandisce una procedura pubblica per cedere il 50% del complesso a privati.
Il bando viene aggiudicato dalla Società Metropolis S.p.A.

Lo scorso settembre 2011 la società proprietaria ha presentato pubblicamente delle linee guida per il progetto di recupero avviando il procedimento di variante urbanistica per il Piano Regolatore Generale
L'obbiettivo è quello di recuperare e valorizzare gli elementi storici dell'area inserendo nuovi volumi che siano in equilibrio con quello esistente. I principi guida che stanno alla base del progetto sono:

-la sostenibilità ambientale attraverso tecniche di costruzione attente al risparmio energetico.
-la progettazione di qualità degli spazi interni ma anche degli spazi liberi (in termini di arredamento urbano e illuminazione) che diverranno luoghi di aggregazione e socializzazione non solo per i nuovi residenti ma anche per gli abitanti del quartiere.
-il rafforzamento delle connessioni tra l'ex Manifattura ed il resto della città, tramite la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili e la creazione di un percorso interno che colleghi il quartiere di Novoli al Parco delle Cascine.

Costruire quindi un nuovo tessuto urbano, fatto di un nuovo sistema di piazze, di spazi verdi e di percorsi pedonali restituendo una nuova identità all'area
Nelle ipotesi presentate dalla società, all'interno del complesso verranno mantenute e integrate le strutture pubbliche esistenti il teatro e l'asilo.
La proposta prevede ovviamente, spazi destinati ad abitazioni, uffici e spazi commerciali.

Si prevedono poi una pedonalizzazione all'interno del complesso e la limitazione della viabilità veicolare ai bordi dell'area e la realizzazione di un maggior numero di parcheggi possibili negli interrati degli edifici della parte soggetta a demolizione e ricostruzione.

Certo è che la proposta di costruire due torri alte 70 metri o tre leggermente più piccole, o altrimenti ancora due con la creazione di una grande corte, non risulta di gradimento a molti.